Come scegliere l\'e-liquid?
Come scegliere la sigaretta elettronica?
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La rivista 60 milioni di consumatori agita la sua copertura sensazionalistica riguardo allo svapo, in notevole contrasto con le conclusioni dell'articolo che sono molto più rassicuranti...
Buon anno alla svapo!
La rivista ha condotto test su sei modelli di e-cigarette e quattro e-liquid, cercando di misurare la presenza di diverse sostanze: COV (composti organici volatili), metalli pesanti, aldeidi, terpeni e 3-MCPD (una sostanza tossica causata dal riscaldamento dello sucralosio, un dolcificante raramente usato dai produttori). Il titolo principale è: “Svapo: attenzione ai metalli pesanti”.
Le conclusioni iniziali sono positive e si capisce già male il titolo allarmante dell'articolo: tutti gli e-liquid testati sono conformi e “non sono state riscontrate anomalie, né quantità preoccupanti o inattese di aldeidi, terpeni o metalli pesanti”. Questa constatazione è in linea con i numerosi studi scientifici condotti negli ultimi anni, che sottolineano l'interesse dello svapo come parte di un processo di riduzione dei rischi rispetto al tabacco.
L'allarme della rivista riguarda principalmente tracce di metalli pesanti rilevate nelle boccate, ma secondo un processo di test quanto meno strano:
Le quantità rilevate rimangono ancora una volta inferiori ai limiti di allarme: “In totale, solo i livelli di piombo e nichel possono suscitare preoccupazioni per i grandi fumatori”. Questo rappresenta un'opportunità di miglioramento per il settore dello svapo, ma non giustifica un allarme alla luce dei dati concreti sull'esposizione quotidiana.
È evidente che il vapore inalato presenta concentrazioni superiori per alcuni prodotti se confrontato con l'aria ambiente (uno dei criteri adottati dalla rivista per i suoi test!). Ma tale confronto non è onesto: quando si svapa, si è in un processo di disassuefazione dal tabacco, l'obiettivo principale è evitare la combustione del tabacco, realmente pericolosa, e non si svapa come si respira... L'uso di una sigaretta elettronica non è privo di rischi, ma va messo in prospettiva con la frequenza d'uso e soprattutto con il beneficio evidente rispetto al fumo di tabacco.
I risultati dei test, globalmente rassicuranti, sono quindi in flagrante contraddizione con il titolo e la copertura allarmista del dossier, lasciando pensare che l'obiettivo principale fosse attirare l'attenzione in un contesto economico difficile. Purtroppo, questo approccio avviene a svantaggio di un'informazione sfumata e pedagogica. Per un tema di salute pubblica, la ricerca del sensazionalismo dovrebbe cedere il passo alla rigore e all'esattezza, perché gli svapatori meritano informazioni chiare e meglio contestualizzate, piuttosto che prime pagine urlanti.
Cosa ricordare:
➜ Tutti gli e-liquid sono conformi alle normative. L'analisi riguarda le boccate.
➜ I tassi “sospetti” sono rilevati solo dopo un processo che non assomiglia affatto alle abitudini di uno svapatore in fase di disassuefazione dal tabacco (chi non usa il proprio dispositivo per quasi una settimana?).
➜ I tassi rilevati non sono allarmanti rispetto al fumo di tabacco.
Manutenere il proprio dispositivo: il tuo prodotto è la soluzione di disassuefazione che hai scelto per uscire dalla tua dipendenza dal tabacco. Trattalo come si deve: merita un trattamento migliore rispetto a una comune confezione di sigarette lasciata sul cruscotto al sole. Non avresti idea di mangiare della carne che è stata fuori dal frigorifero per una settimana su un piatto sporco? Lo stesso vale per il tuo dispositivo.
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